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	<title>Nemolog's Lab</title>
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	<description>...tuffati nel cyberspazio...</description>
	<pubDate>Wed, 01 Oct 2008 15:06:43 +0000</pubDate>
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		<title>Nemolog si sposta sulla rete&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Oct 2008 15:06:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Se siete arrivati su questo portale non è per caso, Byte Zone non si trova in nessuna lista di blog, non è un tag, non è indicizzata nei database delle Marketing Farm, non è un luogo, Byte Zone è un punto d’incontro nel cyberspazio per scambiarsi idee, opinioni, informazioni e promuovere nuovi progetti con altre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se siete arrivati su questo portale non è per caso, Byte Zone non si trova in nessuna lista di blog, non è un tag, non è indicizzata nei database delle Marketing Farm, non è un luogo, Byte Zone è un punto d’incontro nel cyberspazio per scambiarsi idee, opinioni, informazioni e promuovere nuovi progetti con altre persone. Se siete qui è perchè vedete il mondo con occhi diversi… se siete qui c’è un motivo, se vuoi sapere il motivo non ti resta che “sfogliare” tra questi post&#8230; su <a href="http://bytezone.plumfake.net/" target="_blank">BYTE ZONE</a></p>
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		<title>10 anni online</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jun 2008 14:19:25 +0000</pubDate>
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Settembre 1998. Pisa. Piove un sacco e il mio impermeabile non tiene bene la pioggia, il freddo mi entra nelle ossa ma finalmente svoltato l&#8217;angolo lo vedo: l&#8217;internet caffè. Entro. Il caldo e le voci della gente mi avvolgono, vado dritto alla cassa&#8230; “ciao, vorrei collegarmi ad internet”, il padrone del locale mi accompagna davanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- tested by blogsecurify --><br />
Settembre 1998. Pisa. Piove un sacco e il mio impermeabile non tiene bene la pioggia, il freddo mi entra nelle ossa ma finalmente svoltato l&#8217;angolo lo vedo: l&#8217;internet caffè. Entro. Il caldo e le voci della gente mi avvolgono, vado dritto alla cassa&#8230; “ciao, vorrei collegarmi ad internet”, il padrone del locale mi accompagna davanti ad una postazione, apre una pagina del browser e mi chiede se ho mai “navigato” prima. In pochi minuti mi crea un account su freemail e mi mostra Virgilio&#8230; pochi byte di trasmissione per la rete, un evento sensazionale per me. Tutto era nuovo, leggevo ogni singolo banner, informazioni utilissime per trovare tutto quello che volevo e scoprire quello che non conoscevo, mentre cliccavo un rumore costante di sottofondo mi ricordava che vicino a me un gruppo di ragazzi con cuffia e microfono si coordinavano in squadra ad un gioco in rete&#8230; mi trovavo alle soglie del nuovo millennio e mi sentivo veramente nel futuro.</p>
<p><span id="more-62"></span></p>
<p>Giugno 2008. Milano. Piove. Sono passati circa 10 anni dalla mia prima connessione nella rete, digito velocemente sulla tastiera in gomma flessibile acquistata in edicola il giorno prima, e nel buio della stanza la fibra ottica continua ad alimentare di informazioni i tre monitor davanti a me, che trasmettono un documentario, un grafico sull&#8217;andamento delle azioni di una società di broadcasting in rapida ascesa e il codice sorgente di un programma. Chiudo il player video e apro il browser sul mio account di posta elettronica, noto con piacere che tra la posta indesiderata i Phisher continuano ad usare traduttori automatici imperfetti e che se volessi risolvere i miei problemi con lo stress, il dottor Tizio-Caio mi mette a disposizione la sua innovativa pillola (frutto di sperimentazioni e studi nel corso degli anni&#8230;). Per un attimo mi chiedo se l&#8217;ultimo ritrovato di rete neurale che in questo momento sta studiando i miei click sull&#8217;account di posta sia stata “addestrata” a tenere in considerazione che alcuni leggono la posta indesiderata per farsi qualche risata. Mentre sto per chiudere il servizio una finestra inizia a lampeggiare: la chat integrata mi dice che ho ricevuto un messaggio, è un noto blogger che mi scrive:”ciao Mauro, come va?” scrivo un sunto dei miei ultimi due giorni, cercando di essere auto ironico e simpatico ma non ricevo nessuna risposta&#8230; ad un tratto un dubbio. Controllo la cronologia della chat. No, non può essere. L&#8217;ultimo contatto con questa persona risale a esattamente 1 settimana fa alla stessa ora (attenzione: non più o meno la stessa ora&#8230; esattamente la stessa ora) controllo il messaggio precedentemente inviato:lo stesso. Ho spiegato ad un Bot le mie ultime 48h&#8230; non è possibile…un ammasso di byte compilati, un’evoluzione di Eliza&#8230; e allora mi chiedo perché qualcuno dovrebbe scrivere il codice per un Bot che schedula delle frasi cordiali per i tuoi contatti. Sono scosso, mi verrebbe voglia di scrivere il codice di un Bot che risponde ad altri Bot&#8230; poi penso a Terminator e mi passa la voglia (Forse Skynet ha iniziato così da una chat)</p>
<p>Oggi il mondo della rete è colmo di terabyte informazioni che non servono a nessuno, social network come Buzz creati per promuovere campagne commerciali (pensare che mia madre ha passato anni al telefono a rispondere &#8220;no&#8221; all&#8217;ennesimo sondaggio, oggi è incredibile che qualcuno voglia farlo per hobby), blog dove gli utenti si proclamano blogstar, internet-guru (ma che razza di persona si chiamerebbe in questo modo?! E poi che significa? Guru di che?) trattando argomenti banali (in base alla moda del momento), facendo copia e incolla da altri blog (appunto mentale: creare un bot che copia e incolla i post di altri blogger e sostituisce alcune frasi con il mio slang), si visitano tra loro perché hanno la fobia di perdere visite, sherano banner, si definiscono &#8220;marketer di se stessi&#8221; ma riescono semplicemente a risultare scontati.</p>
<p>Sono passati molti giorni da quella prima connessione libera&#8230; e di cose ne sono cambiate un sacco, fortunatamente non tutte in peggio.Dalla rete sono nati importanti progetti, dalla sicurezza informatica al sociale. Le masse vengono portate in piazza con una minuziosa preparazione online, si possono imparare cose nuove (vd. Oilproject ) e crearne di nuove come Linux. Anche gli strumenti di ricerca stanno cambiando e magari un giorno il web semantico ci aiuterà&#8230; sperando in una società che sostituisca il motto &#8220;digito ergo sum&#8221; con &#8220;bloggare di meno e pensare di più&#8221;.</p>
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		<title>ByteZone Experience</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jun 2008 09:29:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Provo ad immaginare qualcosa che non c&#8217;è un punto nel cyberspazio che non esiste che mette in comunicazione non persone ma idee, un mucchio di idee e opinioni che vadano a contrastare con le tonnellate di byte di immondizia che affolla la rete nel panorama italiano, provo a scrivere un post sul mio blog (che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Provo ad immaginare qualcosa che non c&#8217;è un punto nel cyberspazio che non esiste che mette in comunicazione non persone ma idee, un mucchio di idee e opinioni che vadano a contrastare con le tonnellate di byte di immondizia che affolla la rete nel panorama italiano, provo a scrivere un post sul mio blog (che non definirei tale, dal momento che lo uso come repository di informazioni) &#8230;poi ad un tratto mi fermo, penso qualche minuto e mi chiedo se non è il caso di far nascere qualcosa di nuovo&#8230; vado su ning e creo questo spazio su un server sconosciuto in qualche parte del mondo (che poi per curiosità scopro essere in california ip:8.619.68), sistemo un po&#8217; la grafica faccio un elenco delle persone da invitare e il gioco è fatto, non importa se sarà un&#8217;esperienza di lunga o breve durata quello che è veramente importante è l&#8217;idea:quella che è nata <a href="http://bytezone.ning.com/">ora</a>.</p>
<p style="text-align: center;">
<p><embed src="http://static.ning.com/bytezone/widgets/index/swf/badge.swf?v=3.3.6%3A5526" quality="high" scale="noscale" salign="lt" wmode="transparent" bgcolor="#ffffff" type="application/x-shockwave-flash" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" width="206" height="64" allowScriptAccess="always" flashvars="networkUrl=http%3A%2F%2Fbytezone.ning.com%2F&amp;panel=user&amp;username=2v99s2prlg6gf&amp;avatarUrl=http%3A%2F%2Fapi.ning.com%2Ffiles%2FPWBOhVKPyvTCBA5eMhGpkn3N9LteainahVHzzQadeGYgUXKkRJaGwQMOL%2A7RCWYB1Ozp2v38ETOPgDU3CB-ldlQT%2AiTX9gfI%2Fimages.jpeg%3Fwidth%3D48%26height%3D48%26crop%3D1%253A1&amp;iAmMemberText=Sono+un+membro+di%3A&amp;configXmlUrl=http%3A%2F%2Fstatic.ning.com%2Fbytezone%2Finstances%2Fmain%2Fembeddable%2Fbadge-config.xml%3Ft%3D1214133646" /> <br /><small><a href="http://bytezone.ning.com/xn/detail/u_2v99s2prlg6gf">Visualizza la mia pagina su <em>Byte Zone</em></a></small></p>
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		<title>Marketing Guerilla</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jan 2008 15:11:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’innovazione ha cambiato il nostro modo di comunicare e di percepire l’ambiente circostante; l’invenzione che nello scorso secolo è stata più utilizzata e sfruttata per la comunicazione è stata senza ombra di dubbio la televisione.
La stessa Wikipedia recita:”Da un punto di vista sociologico la televisione è uno dei mezzi di comunicazione di massa tra i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’innovazione ha cambiato il nostro modo di comunicare e di percepire l’ambiente circostante; <strong>l’invenzione</strong> che nello scorso secolo è stata <strong>più utilizzata</strong> e sfruttata per la comunicazione <strong>è stata senza ombra di dubbio la televisione</strong>.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span lang="it-IT">La stessa Wikipedia recita:”Da un punto di vista <u><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sociologia"><span lang="it-IT">sociologico</span></a></u> la televisione è uno dei <u><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mass_media"><span lang="it-IT">mezzi di comunicazione di massa</span></a></u><span lang="it-IT"> tra i più diffusi e apprezzati. La <strong>semplicità d’uso</strong> e l’attuale <strong>basso costo</strong> l’hanno portata ad affiancare sempre più efficacemente la </span><font color="#000080"><u><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stampa"><span lang="it-IT">stampa</span></a></u></font><span lang="it-IT"> e la </span><font color="#000080"><u><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Radio_%28mass_media%29"><span lang="it-IT">radio</span></a></u></font><span lang="it-IT"> come fonte di informazione e soprattutto di svago grazie agli innumerevoli spettacoli offerti. Da un punto di vista </span><font color="#000080"><u><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tecnologia"><span lang="it-IT">tecnologico</span></a></u></font> la televisione è invece un’applicazione delle telecomunicazioni.”</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span id="more-59"></span></p>
<p><span lang="it-IT">Negli <strong>anni ‘80</strong> in Italia c’è stato un vero <strong>“boom” della pubblicità su</strong><strong><span lang="it-IT"> tv</span></strong>, creando un <strong>nuovo settore in espansione: quello delle “agenzie pubblicitarie”</strong>.</span></p>
<p><span lang="it-IT">Queste società hanno sfornato schiere di creativi che mediante i mezzi di comunicazione <strong>promuovevano in modo originale nuovi prodotti</strong> e allo stesso tempo creavano nuove necessità… Successivamente <strong>questo tipo di “guerra dei prodotti” si spostò sulla Rete</strong> ma ben presto si scoprì che <strong>l’anonimato di quest’ultima dava la possibilità di applicare nuove tecniche…</strong></span></p>
<p>Alcune società iniziarono a mettere in giro <strong>voci</strong> (tramite siti, forum e chat ) <strong>in modo anonimo sulla pericolosità di alcuni prodotti</strong> sul mercato: molti ricorderanno le <strong>batterie della Nokia</strong> che saltavano in aria a contatto che certi tipi di onde elettromagnetiche… Nokia ha dovuto impegnare parecchi comunicati stampa per smentire queste voci…</p>
<p>Queste “leggende metropolitane” fecero capire alle varie agenzie di pubblicità che screditare o promuovere alcuni prodotti in questo modo causava una <strong>variazione sostanziale nelle vendite</strong>, anche perché <strong>la notizia</strong> appena messa in circolazione <strong>sulla rete</strong> solitamente <strong>non veniva verificata</strong> (a causa dell’impossibilita tecnica), veniva divulgata attraverso il <strong>passaparola</strong> o altri mezzi di comunicazione (negli ultimi dieci anni soprattutto mail e<span lang="it-IT"> sms</span><span lang="it-IT">) e spesso <strong>beneficiava dell’immaginazione collettiva</strong> di cui soffrono anche le “leggende metropolitane” (”conosco una persona che conosce qualcuno a cui è successo”.</span></p>
<p align="center"><img src="http://www.shannon.it/wp-content/themes/marketing_guerriglia.jpg" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span lang="it-IT">Per approfondimenti visitate </span><font color="#000080"><u><a href="http://www.leggendemetropolitane.net/"><span lang="it-IT">www.leggendemetropolitane.net</span></a></u></font><span lang="it-IT"> </span><span lang="it-IT">e siti come questo: </span><font color="#000080"><u><a href="http://oknotizie.alice.it/"><span lang="it-IT">http://oknotizie.alice.it/,</span></a></u></font><span lang="it-IT"> che cercano di contrastare il fenomeno in modo originale. Il modo di fare marketing è cambiato radicalmente negli ultimi dieci anni, e il risultato è un <strong>mondo saturo di pubblicità ed informazioni poco attendibili</strong> che lascia, ormai, impassibile il consumatore…A seguito di questi fenomeni <strong>alcune società si sono cimentate in tecniche di “comunicazione</strong><strong><span lang="it-IT"> non convenzionale”</span></strong><span lang="it-IT"> utilizzando tecniche di </span><span lang="it-IT">intelligence</span><span lang="it-IT"> per ottenere il fine prefissato. Dalla </span><span lang="it-IT">home</span><span lang="it-IT"> page di </span><font color="#000080"><u><a href="http://www.guerrigliamarketing.it/"><span lang="it-IT">http://www.guerrigliamarketing.it/</span></a></u></font> leggiamo:</span></p>
<p><span lang="it-IT"><em><span lang="it-IT">1. </span>Guerriglia Marketing è un insieme di tecniche di comunicazione non convenzionale che consente di ottenere il massimo della visibilità con il minimo degli investimenti </em></span></p>
<p><em><span lang="it-IT">2. Guerriglia Marketing concorre allo sviluppo delle strategie di mercato attraverso <strong>la messa in scena di pseudo-eventi</strong> concepiti in integrazione all’immagine dell’azienda</span></em></p>
<p><span lang="it-IT"><em>3. Guerriglia Marketing sfrutta il bisogno di novità dei mezzi comunicazione e la permeabilità dei suoi meccanismi per promuovere idee, marchi o prodotti</em></span></p>
<p><span lang="it-IT"><em>4. Guerriglia Marketing <strong>programma e inocula nel sistema media virus </strong><strong><span lang="it-IT">memetici</span></strong><span lang="it-IT"><strong> in grado di auto-replicarsi nelle menti dei consumatori</strong> </span></em></span></p>
<p><em>5. <span lang="it-IT">Guerriglia Marketing è un processo di dissipazione della fiducia che il consumatore ancora ripone nell’economia nel suo complesso a vantaggio del successo di una singola impresa: </span><span lang="it-IT">la tua</span></em></p>
<p><strong><span lang="it-IT">  </span></strong><span lang="it-IT">Sinceramente apprezzo molto la creatività di queste agenzie ma qualcosa mi dice che questo potrebbe essere l’inizio di un <strong>fenomeno incontrollato che potrebbe portare a una “percezione virtuale” della realtà, che allo stesso diventerebbe ancora più facilmente manipolabile…</strong></span></p>
<p><a href="http://www.shannon.it/blog/attenti-alla-marketing-guerrilla/">continua su shannon.it</a></p>
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		<title>Crackdown Mediatico</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jun 2007 20:04:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[HiTech Style]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando i primi pc entrarono nelle case della gente, assistemmo ad un evento mai accaduto prima: una tecnologia considerata esclusiva fino ad allora, di colpo fu accessibile a gran parte del mondo occidentale.
Di lì a poco, questa nuovo fenomeno mischiato all&#8217;insaziabile voglia di conoscenza di molti ragazzi in tutto il globo, avrebbe generato il più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando i primi pc entrarono nelle case della gente, assistemmo ad un evento mai accaduto prima: una tecnologia considerata esclusiva fino ad allora, di colpo fu accessibile a gran parte del mondo occidentale.<br />
Di lì a poco, questa nuovo fenomeno mischiato all&#8217;insaziabile voglia di conoscenza di molti ragazzi in tutto il globo, avrebbe generato il più grande concentramento di idee mai esistito prima: la rete come la conosciamo oggi.</p>
<p>So che molti di voi sono cresciuti a pane, bbs e chat.<br />
Il mio intento non è certamente quello di decantare per l&#8217;ennesima volta il fascino dell&#8217;underground hacker o di internet, ma è quello di mostrarvi quanto tutto questo stia mutando velocemente nella forma della sua unità.</p>
<p>Parliamo di Informazione.</p>
<p><span id="more-57"></span></p>
<p>Oggi, recuperare notizie di qualsiasi tipo nella rete è molto semplice.<br />
E&#8217; sufficiente aprire Google, digitare un nome e in un click una pioggia di bytes popola le nostre pagine dei risultati.<br />
Se invece vogliamo inserire nella rete delle informazioni nuove, non abbiamo che l&#8217;imbarazzo<br />
della scelta: blog, mail, forum, chat&#8230;<br />
Mentre scriviamo tutto viene conservato,indicizzato e tracciato, per facilitarne la ricerca.</p>
<p>Ora, quello che passa per la mia testa è la seguente domanda: quando sulla rete qualcosa inizia a prendere vita? Non voglio scendere nella filosofia e mi spiego meglio: abbiamo molti esempi di materiale non attendibile caricato, che per gioco si è trasformato in Progetti, Enti, Libri etc&#8230;<br />
Faccio un esempio: Wu Ming.<br />
Chi è? Uno scrittore?<br />
No, è lo pseudonimo collettivo usato da un gruppo di scrittori che pubblicano romanzi con le più grandi case editrici italiane.<br />
Se noi cerchiamo su Google &#8220;intervista wu ming&#8221; scorreranno una serie di Post, Blog e Mail che presentano l&#8217;intervista fatta a Wu Ming. Ma lui non esiste. Eppure esiste il suo ultimo libro: http://www.manituana.com.<br />
Dunque: riprendendo il grande Morpheus in Matrix &#8220;Cos&#8217;è reale?&#8221;.</p>
<p>Toglietevi dalla faccia quell&#8217;espressione da non-vuol-dire-niente e andiamo su http://www.leggendemetropolitane.net.<br />
Qui abbiamo l&#8217;esempio contrario, ovvero milioni di post, mail da tutto il mondo che raccontano l&#8217;ennesimo episodio di uomini che dopo il solito incidente stradale si tolgono il casco e gli si apre la testa (solitamente succede al cugino di chi lo racconta), di cani-topi e di coccodrilli bianchi nelle fogne di NY.<br />
Dal nulla è nato quindi un sito che raccoglie tutte le bufale, con relativi film e libri dedicati.</p>
<p>Certo, di esempi ce ne sono a tonnellate.<br />
Alcuni ricordano ancora l&#8217;avvento della stilista giapponese Serpicanaro alla settimana della moda milanese 2005 http://www.serpicanaro.com/storia.html.<br />
Ma anche lei non esiste. O per lo meno non in carne ed ossa.<br />
I giornali e la tv e credo gli stessi organizzatori ne parlarono per giorni &#8220;Ma come? Ha un sito. Un recapito. Un fax. DEVE esistere. L&#8217;ho anche vista in rete&#8230;&#8221;.</p>
<p>Credo dunque che l&#8217;attendibilità delle informazioni sia relativa se il fine non è quello di proprio di informare ma quello di creare. O forse nella rete le idee si muovono più velocemente della realtà, che non riesce evidentemente a star loro dietro.</p>
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		<title>Nasce Shannon.it</title>
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		<pubDate>Thu, 31 May 2007 06:52:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[Vita Vissuta]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo vari mesi di lavoro poco costante, ecco aprire al pubblico la versione beta di Shannon.it
Come leggete un po’ dovunque nel sito, si tratta di un blog sperimentale in cui noi della redazione non facciamo altro che rispondere ai vostri articoli e pubblicare sul blog, in un unico post, lo scambio di opinioni. I lettori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo vari mesi di lavoro poco costante, <strong>ecco aprire al pubblico la versione beta di <a href="http://shannon.it" target="_blank">Shannon.it</a></strong></p>
<p>Come leggete un po’ dovunque nel sito, si tratta di un <strong>blog sperimentale</strong> in cui noi della redazione non facciamo altro che rispondere ai vostri articoli e pubblicare sul blog, in un unico post, lo scambio di opinioni. I lettori sono poi invitati a commentare.<br />
L’obiettivo è “stimolare la nascita di discussioni costruttive” oppure, se la volete mettere in altri termini, <strong>fare scoppiare degli interessanti flames</strong>.</p>
<p>Quello che vi chiediamo, in questo momento, è di <strong>esprimere la vostra opinione riguardo al sito commentando questo post</strong>.<br />
Se avete apprezzato, siamo pronti a rispondere ai vostri articoli: non dovete fare altro che inviare il tutto all’indirizzo articoli@shannon.it</p>
<p><strong>Aspettiamo i vostri articoli.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>FlOw, psicologia applicata alla Playstation 3</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2007 09:41:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Un collegamento tra il dipartimento di psicologia della University of Chicago, quello della Claremont University, il dipartimento di Interactive Media della University of Southern California e la Sony può sembrare strano. Invece l&#8217;innovativo videogioco flOw, recentemente pubblicato per Playstation 3, ha avuto origine proprio in quelle aule universitarie.

Tutto è iniziato quando Jenova Chen, studente californiano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un collegamento tra il dipartimento di psicologia della University of Chicago, quello della Claremont University, il dipartimento di Interactive Media della University of Southern California e la Sony può sembrare strano. Invece l&#8217;innovativo videogioco flOw, recentemente <a href="http://www.us.playstation.com/flOw/" target="_blank">pubblicato</a><!-- articolo2 --> per Playstation 3, ha avuto origine proprio in quelle aule universitarie.</p>
<p><span id="more-52"></span></p>
<p>Tutto è iniziato quando <a href="http://www.jenovachen.com/" target="_blank">Jenova Chen</a>, studente californiano di origini cinesi, ha deciso di dedicare la propria tesi di Master of Sciences in Interactive Media - grosso modo l&#8217;equivalente della laurea specialistica italiana - alla realizzazione di un videogioco che fosse un&#8217;applicazione pratica della teoria psicologica del &#8220;flow&#8221;. In psicologia, il &#8220;flow&#8221; è uno stato mentale durante il quale un soggetto è completamente e piacevolmente assorto nell&#8217;attività che sta conducendo. Mihaly Csikszentmihalyi, ricercatore prima presso l&#8217;università di Chicago e poi a Claremont, ha condotto a partire dagli anni &#8216;70 una grande quantità di interviste a persone di varia provenienza, dagli europei agli australiani ai coreani agli indiani Navajo, chiedendo di descrivere le sensazioni provate in momenti particolarmente piacevoli. Il flow è lo stato mentale di una persona che si trova davanti a un compito difficile ma con obbiettivi chiari, che richiede concentrazione ma offre immediatamente soddisfazione e feedback. Studi psicologici mostrano come artisti e atleti, ma anche videogiocatori e programmatori, entrino in uno stato di flow che aumenta molto la loro attenzione sul compito da svolgere facendo passare in secondo piano il contesto e il passare del tempo.</p>
<p>Xinghan Chen, nato a Shanghai nel 1981, è da sempre un appassionato di videogiochi - al punto di cambiare il proprio nome, quando è emigrato negli Stati Uniti, in &#8220;Jenova&#8221;, ispirandosi a Final Fantasy VII. Dopo aver analizzato le teorie del flow, ha deciso di studiare un gioco in grado di indurre quello stato mentale nei propri utenti. <a href="http://intihuatani.usc.edu/cloud/flowing/" target="_blank">La prima versione del videogioco flOw</a> è stata programmata in Flash e, in teoria, avrebbe dovuto semplicemente essere una dimostrazione tecnica di alcuni algoritmi per l&#8217;adeguamento automatico del livello di difficoltà che costituivano l&#8217;oggetto della sua tesi.</p>
<p>Il concetto di base del gioco è molto semplice. Il giocatore controlla una piccola creatura acquatica, che fluttua liberamente in uno spazio privo di confini e che deve nutrirsi di plancton e altre creature. Ad ogni predazione, il protagonista muta leggermente la propria struttura corporea in base a ciò di cui si è nutrito. Man mano che si scende a profondità maggiori, si trovano creature più aggressive che cercano di uccidere il protagonista per non essere mangiate.</p>
<p>Con grande sorpresa di Jenova e dei suoi professori, flOw è diventato rapidamente uno dei Flash-game più famosi dell&#8217;anno - inserito da Wired, EDGE e altre riviste nell&#8217;elenco dei migliori giochi indipendenti del 2007, fino alla selezione per il SlamDance Guerrilla GameMaker Competition presso il SunDance Film Festival.</p>
<p>Impressionata dal successo della versione flash di flOw e dal passaparola che aveva generato nei blog dedicati al game design, Sony ha contattato Jenova e alcuni suoi compagni di corso della University of Southern California per commissionare la conversione del gioco per Playstation 3. FlOw, con notevoli miglioramenti all&#8217;aspetto grafico ma mantenendo intatto il gameplay che lo ha reso famoso come gioco indipendente, è stato inserito da poco nei contenuti scaricabili per PS3 e ora Jenova Chen lavora alla Maxis allo sviluppo del gioco Spore.</p>
<p>Per concludere, alcuni pensieri sull&#8217;efficacia espressiva di flOw. Nonostante il suo gameplay sicuramente innovativo e le sensazioni di libertà che trasmette al giocatore, mi pare un po&#8217; semplicistico affermare - come fa Jenova nella sua tesi - che lo stato mentale del flow possa essere causato in maniera così meccanica. Pur non essendo uno psicologo, un ragionamento di questo genere mi ricorda la &#8220;magic bullet theory&#8221;, una teoria della pubblicità degli anni &#8216;30 che sosteneva che i consumatori potessero essere convinti a comprare qualunque cosa se si sviluppava la reclame adeguata. Quello che invece, da semiologo dell&#8217;interazione, mi sembra più interessante, è l&#8217;efficienza del meccanismo di adeguamento spontaneo della difficoltà di flOw, che riesce a comunicare in maniera molto semplice al giocatore un sensazione di libertà e di assenza di vincoli.</p>
<p>da: puntoinformatico</p>
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		<title>La ricerca dei suoni</title>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2007 10:38:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[HiTech Style]]></category>

		<category><![CDATA[Vita Vissuta]]></category>

		<category><![CDATA[siti]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando l&#8217;ho saputo ne sono rimasto veramente colpito: un&#8217;idea geniale! Un sito che raccoglie i suoni! Il gioco per cui ogni bambino vivrebbe&#8230; ricercare nuovi suoni (ma anche vecchi)
comunque se volete sentire il rumore della pietra nell&#8217;acqua
o il motore di un aereo&#8230; andate qui: http://freesound.iua.upf.edu/
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando l&#8217;ho saputo ne sono rimasto veramente colpito: un&#8217;idea geniale! Un sito che raccoglie i suoni! Il gioco per cui ogni bambino vivrebbe&#8230; ricercare nuovi suoni (ma anche vecchi)</p>
<p>comunque se volete sentire il rumore della pietra nell&#8217;acqua<br />
o il motore di un aereo&#8230; andate qui: <a href="http://freesound.iua.upf.edu/">http://freesound.iua.upf.edu/</a></p>
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		<title>KML e una semplice classe KMLCreator</title>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2007 07:40:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[ajax]]></category>

		<category><![CDATA[codice]]></category>

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		<description><![CDATA[ Sicuramente Google Earth è uno tra i software che hanno riscosso più successo negli ultimi anni e sicuramente quello che ha generato, anche per chi non è immerso nel mondo informatico, una sorta di stupore per le grandi potenzialità che mostra all’utente. Evitando di decantare ulteriormente le glorie di questo software, approfondiamo brevemente il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span nd="1" name="intelliTxt" id="intelliTXT"> Sicuramente <a href="http://earth.google.it/" target="_blank">Google Earth</a> è uno tra i software che hanno riscosso più successo negli ultimi anni e sicuramente quello che ha generato, anche per chi non è immerso nel mondo informatico, una sorta di stupore per le grandi potenzialità che mostra all’utente. Evitando di decantare ulteriormente le glorie di questo <a href="http://earth.google.it/" target="_blank">software</a>, approfondiamo brevemente il formato e le regole, che permettono di rappresentare un oggetto, un edificio, un punto qualsiasi del globo attraverso <a href="http://earth.google.it/" target="_blank">Google Earth</a>.</span></p>
<p>Il formato si chiama <a href="http://code.google.com/apis/kml/documentation/" target="_blank">KML (Keyhole Markup Language)</a> e costituisce una grammatica per la creazione di modelli e la memorizzazione di caratteristiche geografiche da visualizzare in <a href="http://earth.google.it/" target="_blank">Google Earth</a>, e in realtà anche per <a href="http://maps.google.com/" target="_blank">Google Maps</a> e <a href="http://www.google.it/gmm/index.html?utm_campaign=it&amp;utm_source=it-ha-emea-it-google&amp;utm_medium=ha&amp;utm_term=google%20maps%20for%20mobile" target="_blank">Google Maps for Mobile</a>.</p>
<p>Brevemente possiamo dire che un file <a href="http://code.google.com/apis/kml/documentation/whatiskml.html" target="_blank">KML</a> viene letto da un web browser allo stesso modo di un file XML e, come quest’ultimo, è costituito da un struttura a <a href="http://code.google.com/apis/kml/documentation/kml_tags_21.html" target="_blank">tag</a> che descrive i nomi e gli attributi delle risorse da visualizzare. Ad esempio per aggiungere un <em nd="2">placemark</em> è sufficiente il seguente file <a href="http://code.google.com/apis/kml/documentation/whatiskml.html" target="_blank">KML</a>:</p>
<p><span id="more-48"></span><br />
<span style="font-size: 10pt"><br />
<code nd="3">&lt; ?xml version="1.0" encoding="UTF-8"? &gt;<br />
&lt; kml xmlns="http://earth.google.com/kml/2.1" &gt;<br />
&lt; Placemark &gt;<br />
&lt; name &gt;CasaMia, Italy&lt; /name &gt;<br />
&lt; description&gt;Questo è il punto da raggiungere per arrivare a casa mia&lt; /description &gt;<br />
&lt; Point &gt;<br />
&lt; coordinates &gt; 102.595626,14.996729 &lt; /coordinates &gt;<br />
&lt; /Point &gt;<br />
&lt; /Placemark &gt;<br />
&lt; /kml &gt;</code><br />
</span><br />
Alcuni sviluppatori hanno iniziato a sviluppare semplici <a href="http://www.codeproject.com/useritems/Google_Earth_KML_Files/KMLCreator.zip" target="_blank">classi</a>, che possono essere utilizzate appunto per creare file <a href="http://code.google.com/apis/kml/documentation/whatiskml.html" target="_blank">Google Earth KML</a>. L’implementazione è ancora ai primi stadi di sviluppo e vuole essere soltanto una guida per il coding di ulteriori caratteristiche future. La versione in esame prevede infatti principalmente tre classi, la <em nd="4">KMLCoordinates</em>, la <em nd="5">KMLPoint</em> e la <em nd="6">KMLLine</em>. La prima definisce la latitudine, la longitudine e l’altitudine di una coordinata nello spazio; la seconda genera una <em nd="7">PIN location</em> utilizzando un’istanza di <em nd="8">KMLCoordinates</em> e la terza genera invece una linea a partire da un insieme di coordinate.</p>
<p>Visto lo stadio di sviluppo, il codice è molto semplice, tanto che la parte più complessa risulta quella relativa all’effettiva scrittura del file XML. Per chi volesse analizzare più da vicino queste classi è disponibile sul sito di riferimento un <a href="http://www.codeproject.com/useritems/Google_Earth_KML_Files/KMLCreator.zip" target="_blank">package</a> scaricabile.</p>
<p>fonte: programmazione.it</p>
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		<title>Darpa&#8230; ai limiti della fantascienza</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2007 06:59:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[nuove tech]]></category>

		<category><![CDATA[scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri sera ho fatto un salto sul sito della Darpa (Agenzia per i progetti di ricerca avanzata per la difesa) è un&#8217;agenzia governativa del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, che ha in carico lo sviluppo di nuove tecnologie ad uso militare, per vedere quali tenologie stessero per uscire nel prossimo decennio:
qui potete vedere una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sera ho fatto un salto sul sito della Darpa (<em>Agenzia per i progetti di ricerca avanzata per la difesa</em>) è un&#8217;agenzia governativa del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dipartimento_della_Difesa_degli_Stati_Uniti" title="Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti">Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti</a>, che ha in carico lo sviluppo di nuove <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tecnologia" title="Tecnologia">tecnologie</a> ad uso militare, per vedere quali tenologie stessero per uscire nel prossimo decennio:</p>
<p><a href="http://dtsn.darpa.mil/ixo/gallery_view.asp#">qui </a>potete vedere una breve ma efficace presentazione tramite video dei veri progetti sotto studio(solo quelli riguardanti l&#8217;informatica) se vi interessa estendere la vostra curiosità agli altri progetti, <a href="http://www.darpa.mil/body/off_programs.html">qui </a>trovate l&#8217;elenco completo mentre <a href="http://www.darpa.mil/ipto/programs/programs.htm">qui </a>trovate la sezione dedicata alla robotica&#8230;</p>
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